5a. edizione della Belvedere Mendrisio
17 Agosto 2021

HEINZ WYLER CH 1713 ST.ANTONI

P er prendere il via della “Belvedere”, come prima cosa si deve varcare il portone dell’Osteria Vignetta, attraversare un breve “corridoio” tipico delle antiche costruzioni del Mendrisiotto che conduce direttamente alla corte, e raggiungere la zona di “punzonatura”. All’interno del cortile spicca il viale delle bocce attorno al quale fanno da cornice antiche biciclette e coloratissime maglie da ciclista di lana. Si ha subito l’impressione di aver varcato un tunnel spazio-temporale e di essere ritornati indietro negli anni del dopo guerra. I partecipanti alla pedalata sfoggiano con orgoglio le loro divise abbinate all’età dei mezzi con cui affronteranno la pedalata. Sembra di assistere ad un’evoluzione darwiniana della bicicletta interpretata da felici partecipanti che si osservano l’un l’altro con interesse e naturalezza. Il cerimoniere di corte Mandricardo Capulli, con mal celata emozione, brandendo un desueto megafono, invita i partecipanti a varcare la porticina che in fondo alla corte immette direttamente nello splendido parco di Villa Argentina, rampa di lancio verso intriganti percorsi lungo i quali sono nascosti allegri baccanali.
Pronti, partenza, via… Dai primi colpi di pedale s’intuisce qualche cosa di strano e d’inconsueto ma non si riesce ancora a percepire di cosa si possa trattare. La prima asperità della giornata è il passaggio dallo splendido Colle degli Ulivi. Bernardino Caverzasio non si lascia sfuggire l’occasione di ammirare il passaggio della colorata carovana sulla stradina di casa. Erta e impegnativa la salita del Colle; fa schizzare il cuore in gola. La bellezza mozzafiato del paesaggio e della natura circostante (vigneti ed ulivi) fa sperare che non finisca mai.
Seguendo l’itinerario scelto, tra i quattro proposti, individualmente o in gruppo si giunge a Loverciano per la prima sosta. La squadra della Fondazione Sant’Angelo ci accoglie con una gustosa colazione. Villa Turconi con la sua grande terrazza ed i giardini sottostanti lasciano tutti a bocca aperta. A malincuore, dopo aver scattato alcune fotografie ricordo di questo luogo incantato, si deve poseguire.
La prossima sosta, quella all’Agriloro, la si raggiunge al termine di un susseguirsi di salite che hanno fatto la storia del ciclismo nel Mendrisiotto. Jacques Perler ci accoglie nella sua tenuta. Con l’occhio vispo di un bambino nel paese dei balocchi, dà sfogo alla sua innata passione per la fotografia, immortalando ogni dettaglio di biciclette e partecipanti. Tra una degustazione e l’altra, inizia a trapelare la soddisfazione per la scelta del percorso. Il Mendrisiotto, rivestito da un manto verdeggiante donato da un Giove Pluvio quest’anno assai generoso, sta dando il meglio di sé per farsi ammirare. Ma c’è qualche cosa che non torna. Forse è prematuro per capirlo. Il ridondare delle campane si estende per tutta la campagna. Davanti a noi le campagne disegnate dai nostri avi e i filari secolari che quotidianamente lottano contro l’avanzare della cementificazione del territorio. Mi sembra di rivedere i contadini di una volta chini nei loro campi che al suono delle campane si rialzano e, accompagnati dal canto delle cicale, rientrano nelle masserie per gustare un piatto di polenta. Un senso di nostalgia penetra fino all’anima. Che bello sarebbe anche solo per un giorno poter viveri questi luoghi nei tempi passati…
Si punta ora in direzione della Tenuta Montalbano. Un impegnativo tratto di strada sterrata è stato volutamente inserito quale omaggio allo scomparso Emilio Croci-Torti, antica gloria ed orgoglio del ciclismo ticinese degli anni quaranta e cinquanta. Si transita infatti davanti a quella che fu la sua abitazione a Stabio per poi inerpicarsi in cima all’incantevole Monticello di Montalbano. Un luogo che lascia sempre meravigliosi immagini, colori, sapori e profumi nel cuore. Piercarlo Saglini dà il benvenuto in qualità di padrone di casa e la squadra addetta al ristoro serve un ricco piatto gentilmente offerto dal salumificio Ghioldi di Stabio, da gustare seduti nell’erba, godendosi la vista privilegiata sul Mendrisiotto. Ora il percorso si fa più lieve per lasciare spazio alla digestione ed accogliere la “polenta uncia” servita nella Masseria della Tana la quale ci accoglie per il terzo anno consecutivo, mostrandosi in tutta la sua magnificenza dopo lunghi anni di restauro. Si percepisce dal sorriso di Guglielmo Bianchi la soddisfazione e l’orgoglio di mostrare questo gioiellino. Molti vorrebbero rimanere qui ma sul lungo lago di Riva San Vitale i pesciolini fritti preparati da Andrea Vassalli del Caffè Sociale sono pronti.
Quest’ultima tappa, prima dell’arrivo nuovamente a Mendrisio, completa un giro che ha portato i partecipanti a scoprire il Monte Generoso con le e-bike MTB, la valle di Muggio e Pedrinate con le bici da strada, la piana del Laveggio con le Mountain Bike ed ora il lago Ceresio che ci regala quella bella sensazione d’essere in vacanza. I percorsi sembrano nuovamente esser stati la parte più apprezzata della giornata ma manca ancora qualche cosa nello scenario. Si punta ora verso Mendrisio. Prima di varcare nuovamente il portone dell’Osteria Vignetta, dove è posto il traguardo, un rapido sguardo alla bancarella informativa della Polizia Comunale di Mendrisio con la quale la “Belvedere” ha instaurato una collaborazione per sensibilizzare i ciclisti al corretto uso della bicicletta su strada e al rispetto degli utenti sui sentieri quando si è in sella alla MTB. È proprio qui che capisco cosa fosse quella strana sensazione percepita dai numerosi partecipanti così entusiasti per l’organizzazione ed i percorsi; nelle 6 ore mediamente impiegate per percorre i chilometri dei tracciati, il traffico e le vetture che solitamente soffocano il Mendrisiotto, dov’erano? Ripercorrendo con la mente il tragitto credo di non aver incrociato o esser stato superato da più di una ventina di vetture. Le nostre strade, prese d’assalto in settimana, durante i giorni festivi diventano un felice “parco giochi” per ciclisti. Le “zone 30”, spuntate come funghi in ogni comune, hanno raggiunto il loro scopo dissuasivo, incanalando il traffico sulle arterie principali. La “Belvedere” ha saputo scovarle e renderle note ai 224 ciclisti lanciatisi sulle strade di buon mattino.
Per concludere questa riuscitissima 5° edizione della “Belvedere” ci attende un rinfrescante gelatino al Sambì offerto dall’azienda agricola Bianchi di Arogno e per le 34 intrepide cicliste che hanno affrontato la prova, un omaggio floreale offerto dal fiorista Della Santa. In una cornice festosa si chiude questa impegnativa e lunga giornata. Con gli ultimi irriducibili e mai indomiti protagonisti rimasti fino alla fine, imbocchiamo nuovamente la porticina sul retro del Vignetta e rientriamo a domicilio. Le prossime notti ripenseremo, prima di addormentarci, ai fotogrammi più belli che ci ha lasciato questa bellissima Belvedere e sogneremo di varcare nuovamente la porticina il 21 agosto 2022 per rivivere una sana giornata di movimento in allegria e spensieratezza. Ringraziamo tutti i partecipanti, i nostri sostenitori, i ristoratori, i volontari, le autorità comunali ed i membri di comitato per aver contribuito al grande successo della manifestazione. Grazie e arrivederci al 2022!

1 Comment

  1. Paolo Stocchetti ha detto:

    Video meraviglioso, bravi !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *